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Donne nel ministero ___________ di Lynn Stone Il mondo abbonda del ministero meraviglioso delle donne. Dai capitoli di apertura della Genesi fino al libro dell'Apocalisse, e dai tempi di Adamo, entusiasta della presenza di Eva, fino all'ultimo nato, le donne hanno confortato, mitigato, incoraggiato, rinforzato e illuminato il genere umano e resa la terra in cui viviamo migliore. Eppure, molti disprezzano il loro ministero, degradano le loro capacità e resistono allo Spirito di Dio che opera attraverso di loro. Da solo, l'uomo non riflette completamente la gloria di Dio né può compiere il mandato divino. Dopo che Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza", aggiunse "Li creò maschio e femmina" (Gen 1:27). E dopo averli benedetti, il suo comando fu: "Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta" (Gen 1:28). Proprio come l'uomo dipende dalla donna per la continuazione della razza, dipende anche da lei per mostrare la pienezza di Dio. Perciò se la chiesa deve rivelare completamente la gloria di Dio a questo mondo e compiere il suo mandato, deve sempre permettere allo Spirito di Dio di operare in mezzo ad essa nel suo modo sovrano "distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole" (1Cor 12:11). Donne come sacerdoti e re Alcuni hanno pensato di escludere la donna dal ministero a causa della predominanza nel Vecchio Testamento degli uomini nel sacerdozio levitico e nella monarchia davidica. Comunque, il Nuovo Testamento dichiara che ogni credente nato di nuovo è un sacerdote nel regno di Dio. Giovanni sta chiaramente scrivendo all'intera chiesa, non facendo alcuna distinzione tra maschio e femmina, quando scrive: "e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen" (Apo 1:5,6). Allo stesso modo l'apostolo Pietro dice: "sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, …, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia" (1Pt 1:18,19). A questi stessi redenti aggiunge qualche verso dopo: "Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa" (2:9). In Gesù Cristo, le donne hanno il pieno diritto della dinastia regale del Signore dei Signori e la piena responsabilità del sacerdozio secondo l'ordine di Melchisedec, re di pace e giustizia. Come Paolo dice: "Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù" (Gal 3:28). Nessun gruppo di cristiani dovrebbe apprezzare il mandato biblico per il ministero delle donne più dei pentecostali. Quando Pietro spiegò alla moltitudine l'effusione dello Spirito Santo, non si fermò solo a citare da Gioele la promessa che Dio avrebbe versato il Suo Spirito su 'ogni carne', ma continuò: "verrà negli ultimi giorni", dice Dio, "che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e LE VOSTRE FIGLIE profetizzeranno,…, Anche sui miei servi e sulle MIE SERVE, in quei giorni, spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno" (At 2:17,18). L'interpretazione storica i donne e ministero A. Gesù e il ministero delle donne 1. Le culture pagane ai tempi di Cristo Per poter veramente apprezzare l'enfasi di Gesù sui privilegi e i ruoli delle donne, bisognerebbe avere un po' di conoscenza del modo in cui le donne erano così spesso degradate e disprezzate nelle culture pagane dei Suoi tempi. Kittle dà un'eccellente apertura riassuntiva nel descrivere la donna nel tempo del Nuovo Testamento. "Caratteristica della posizione tradizionale e di valutazione della donna è un detto corrente in forme diverse tra Persiani, Greci e Giudei in cui l'uomo ringrazia di non essere un miscredente o barbaro, di non essere una donna e neppure uno schiavo". Laddove la Bibbia pone la donna accanto all'uomo, le culture pagane quasi in modo universale consideravano la donna come creatura inferiore. Anche se vi furono eccezioni di tanto in tanto, neppure i filosofi greci avevano una concezione migliore. Per esempio, Platone diceva che le donne originarono da uomini immorali che erano codardi, implicando che erano solo un po' meglio delle bestie. 2. Donne e giudei ai tempi di Cristo Comunque, le culture pagane che avevano poca rivelazione della verità di Dio non erano peggiori nelle loro attitudini verso le donne dei quanto lo fossero i Giudei che cominciarono più a guardare le loro tradizioni che la verità biblica. Considerate questi estratti dal Talmud. Non conversare troppo con le donne perché questo può portare alla fine alla impurità. Chi guarda una donna alla fine giunge al peccato, e chi guarda i piedi di una donna concepirà figli degenerati (Nedarim XIX, p. 56). Un uomo non deve mai camminare dietro una donna su una strada, anche se sua moglie… e chiunque attraverserà un corso d'acqua dietro ad una donna non avrà porzione nel mondo a venire. Un uomo deve camminare dietro ad un leone piuttosto che dietro ad una donna (Berakoth, XXXI, pp. 383-384). Non c'è da meravigliarsi che Gesù disse dei Farisei che seguivano queste tradizioni orali di legare "dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente" (Matteo 23:4), e quando uno era stato persuaso dai loro credi "lo rendete figlio della geenna il doppio di voi" (Matteo 23:15). Attraverso le loro tradizioni trasgredivano i comandamenti di Dio (Matteo 15:6). Questa era l'attitudine prevalente verso le donne tra i leader religiosi quando Gesù venne a ministrare a tutta l'umanità. 3. L'insegnamento di Gesù riguardante le donne L'insegnamento di Gesù riguardante le donne fu rivoluzionario. Questo è illustrato nel Suo insegnamento sul divorzio. Anche se Mosè concesse un atto di divorzio (a causa della durezza del cuore umano) non era quello che Dio voleva dall'inizio. La donna non appartiene all'uomo come l'uomo non appartiene alla donna. Il matrimonio è fondato sulla creazione di Dio in cui li fece uno. Ciò che lui ha unito, l'uomo non deve dividere. Se l'uomo lascia sua moglie per una qualsiasi ragione, eccetto che per la fornicazione, lui pecca contro di lei, la degrada davanti alla società e la rende adultera. Un insegnamento così radicale preclude tutte le altre opinioni che vedono le donne come una semplice possessione dell'uomo o che in qualche maniera le porrebbe in una posizione inferiore rispetto agli uomini. Ciò non distrugge l'essere capo del marito. Piuttosto, forza l'uomo a trovare il suo essere capo nello spirito d'amore e non in una superiorità fisica, mentale, emotiva, sociale o spirituale. Questa è stata la maniera della creazione di Dio e lo spirito in cui Adamo ricevette Eva. 4. Il ministero personale di Gesù verso le donne Questa enfasi radicale del Cristo è resa ancora più evidente dal suo ministero personale in cui le donne ebbero un ruolo importante. Le donne erano coinvolte praticamente in ogni aspetto del suo ministero, dalla prima annunciazione a Maria fino alla sua ascensione sul Monte degli Ulivi. Non solo ministrò alle donne (Matteo 15:21-28; Marco 5:21-34; Giovanni 4:6-42, ecc.). ma le donne furono coinvolte nel suo ministero (Luca 8:2,3), Gli ministrarono (Giovanni 12:1-8), Lo seguirono anche al Calvario (Matteo 27:55,56), determinate a dargli una giusta sepoltura (Marco 16:1), e furono le prime evangeliste del suo stato glorificato (Matteo 28:1-10). Il ministero delle donne nella chiesa primitiva La libertà delle donne nel ministero non ebbe vita lunga nella chiesa primitiva. Forse c'è già una nota di restrizione presente nell'esortazione paolina a Timoteo quando lo avverte dei giorni malvagi da venire e che alcuni si sarebbero allontanati dalla fede proibendo il matrimonio (1Tim 4:1-3). Al tempo di Tertulliano (160-230 d. C.) non solo alle donne non era permesso ministrare liberamente, ma erano incolpate dei peccati dell'intera razza umana. "E lo sapete che ognuna di voi è una Eva? La sentenza di Dio sul vostro sesso vive in quest'epoca: la colpa deve per necessità vivere pure. Voi siete la porta per il diavolo: voi avete tolto i sigilli all'albero: siete le prime a venir meno alla legge divina: voi siete quelle che hanno persuaso colui che il diavolo non si sentiva forte da attaccare. Avete distrutto così facilmente l'immagine di Dio, l'uomo. A causa del vostro deserto, che è morte, anche il Figlio di Dio dovette morire (Ryrie, p. 116). Un altro estremo si può vedere nel vangelo gnostico di Tommaso (Logion 114). Simon Pietro disse a loro (il risorto Gesù e i suoi discepoli): Fate uscire Maria fuori dal nostro mezzo perché le donne non meritano la vita. Gesù disse: "Vedi, io la guiderò così che la renderò uomo, che lei pure diventa uno spirito vivente che assomiglia ai maschi. Perché ogni donna che si rende maschio entrerà nel regno dei cieli". Anche se questi possono essere considerati degli estremi della chiesa primitiva, il sunto di Kittel comunque presenta un quadro scuro del ministero delle donne man mano che ci allontanava dai tempi apostolici (Kittel, vol. 1, p. 789). Col passare del tempo queste donne ministro furono sempre più ristrette dalle loro attività nel servizio, nell'assistenza al battesimo delle donne, nelle visite alle donne, nel portare gli elementi della Cena del Signore, ecc. … La storia del ministero delle donne alla fine trovò sfogo nei conventi; il titolo di diaconessa era portato dalla badessa al principio del medioevo. III. L'applicazione oggi A. Dobbiamo ri-enfatizzare il fondamento scritturale È triste vedere come alcuni hanno preso due o tre versi della Scrittura fuori dal contesto e li hanno usati per spingere più della metà dei cristiani del mondo a sentirsi a volte colpevoli a causa della chiamata di Dio sulla loro vita. Un esempio di questa 'lotta scritturale' si può vedere nel cattivo uso delle parole di Paolo agli Efesini, e nel passa parallelo di Colossesi. Essi inevitabilmente cominciano con l'istruzione "Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore. Il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa" (Efesini 5:22,23). Questo è visto in qualche modo come se l'unico ministero che una donna può avere è assicurasi che il predicatore maschio abbia successo nel suo ministero. Comunque, notate che nel verso 21 Paolo dice: "sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo". Se la caratteristica cristiana della sottomissione proibisce ad uno di avere un ministero personale, allora nessuno di noi potrebbe ministrare e adempiere alla direttiva paolina di essere sottomessi gli uni agli altri. Per una moglie essere sottomessa al proprio marito non le proibisce in alcun modo di avere una chiamata divina sulla propria vita. Come Paolo dice in Efesini: "Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo" (4:7). In realtà è nella sottomissione che ogni santo trova la più grande forza. Considerate le parole di Paolo ai Filippesi: "Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a sé stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce" (Filippesi 2:3-8). Ogni ministro, uomo o donna, dovrebbe avere la mente di Cristo. Comunque, qui giace una delle più grandi opportunità per le donne per ministrare. Voi sapete come dimostrare il vero carattere spirituale della sottomissione.
Conciliare lavoro e casa _____ di Elizabeth Sikes Perché è così difficile nella nostra società riconciliare l'istruzione di Paolo per una donna che stia occupata a casa con un lavoro fuori casa? Io credo che questa difficoltà nasca da un'incorretta interpretazione della Scrittura. È chiaro che quando Paolo istruisce Tito ad insegnare alle donne anziane ad essere maestre per le più giovani nelle faccende di casa, egli stava parlando delle priorità di una donna. Ai tempi del Nuovo Testamento era difficile per una giovane funzionare produttivamente come pure spiritualmente fuori dal contesto della vita familiare. A causa di ciò, la giovane cercava spesso altre giovani donne per compagnia e amicizia. Spesso questi incontri portavano alle dicerie. Perciò Paolo consiglia a queste giovani di sposarsi, o se erano sposate, di occuparsi della loro casa. In 1Timoteo 5:13, Paolo affronta questo argomento che si riferisce alle giovani vedove che vivevano in Efeso. La sua osservazione lo portò a credere che molte giovani vedove avessero sviluppato l'abitudine ad "essere oziose, andando attorno per le case". Egli conclude che questa attività porta molte a diventare "pettegole e curiose, parlando di cose delle quali non si deve parlare". Paolo poi consiglia queste giovani donne affinché "si risposino, abbiano figli, governino la casa, non diano agli avversari alcuna occasione di maldicenza" (v. 14). Io credo che sia necessario esaminare in modo più specifico ciò che Paolo stava insegnando. 1. Paolo non stava insegnando che una donna non poteva essere attiva fuori di casa, anche nella ricerca di una carriera professionale. Rivedete attentamente Proverbi 31. La Scrittura mostra il fatto che questa donna era coinvolta in attività di investimento (v. 16) e il v. 24 indica che possedeva una propria attività. Atti 16:14 identifica Lidia non solo come un buon manager della sua famiglia ma anche una donna d'affari di successo. Perciò si può prontamente concludere alla luce della Scrittura che una donna la quale lavora fuori casa non è condannata. 2. Paolo non stava insegnando che una donna deve fare tutte le faccende domestiche da sola. La Scrittura insegna che un marito cristiano deve amare sua moglie come Cristo ha amato la chiesa, e l'attitudine di Cristo era una di umiltà, sensibilità e altruismo (Filippesi 2:5-8). Pietro dà delle istruzioni in 1Pietro 3:7 su come un uomo può essere un buon marito e un buon padre: egli deve avere un cuore di servo, specialmente verso la propria famiglia. Egli non è esentato dall'aiutare la moglie con il lavoro di casa necessario. Dopo tutto il matrimonio è una partecipazione. 3. Paolo non stava insegnando che l'essere occupati a casa indicava una posizione inferiore a quella di un uomo che lavora fuori casa. In Cristo non ci sono distinzioni basate sui generi. Dio ha stabilito alcuni ruoli funzionali per le donne, ma questo non indica che Dio vede le donne come cittadini di seconda classe. Essere una casalinga non è un compito vile che è secondo all'importanza del portare il pane a casa. Essere occupate a casa non dovrebbe essere un ostacolo per impedire a una donna di dimostrare il suo potenziale creativo. Quando una donna educa i suoi figli nelle vie di Dio, non sta lavorando in una posizione inferiore. Dio permette alle donne una grande libertà nel determinare come eseguire le proprie responsabilità. Diventa semplicemente una faccenda di priorità.
Un luogo preparato per noi ______________ "Io vado a prepararvi un luogo" potrebbero essere forse le parole più belle e ripiene di speranza (Giovanni 14:2). Considerando chi le disse, e considerando il fatto che questo posto che sta preparando si trova nella casa di Suo Padre, cioè nel cielo, dobbiamo avere una grande fiducia che Gesù è lì ora a fare esattamente ciò che ha detto: sta preparando un luogo per noi. È una cosa comune per tutte quando si aspettano degli ospiti: rinfrescare la casa, pulire con maggior cura, abbellire e preparare ogni cosa. Non credo che questo è quanto Gesù avesse a mente quando disse ai suoi discepoli che andava a preparare un posto per loro. Penso più a mura di diaspro, strade d'oro e, personalmente, mi piacerebbe un piccolo gruppo di ametiste qui e lì. Come suo figlio abbiamo questa benedetta speranza per il nostro futuro, che un giorno possederemo quel luogo che Lui sta preparando per noi. Ma mentre viviamo qui, in questi corpi d'argilla decadenti, credo che Lui prepara dei luoghi per noi qui. Questi luoghi, sebbene non paragonabili a quelli celesti, sono resi santi dalla nostra presenza in loro. Potrebbero essere anche chiamati 'appuntamenti divini'. A volte possono essere verdi pascoli, ma altre volte "un tavolo alla presenza dei nostri nemici". Credo che molti di questi luoghi sono delle sorprese per noi, non perché non siamo preparate per loro, Dio l'ha continuamente fatto per tutta la nostra vita, ma sono luoghi dove non ci aspettavamo d'andare. Vi ha mai guidate lungo un sentiero di dispiacere per insegnarvi che Lui è il consolatore? Vi ha introdotti alla malattia per mostrarvi di essere il guaritore? Vi ha il vostro cammino portate attraverso un tempo di gran bisogno così che avete conosciuto che Lui è colui che provvede? Credo che Dio ci porta in luoghi dove Lui si può mostrare potente. E se dubitiamo chi è lui in tutta la sua pienezza, egli preparerà un luogo per noi per provarci chi è. Era la terza notte dopo un intervento chirurgico d'urgenza per rimuovere un tumore esploso nel mio addome. Stavo male, il dolore era tremendo, mi trovavo da sola in una stanza d'ospedale lontana da mio marito. Improvvisamente nella parte più buia della notte., in un sogno angoscioso, mi ritrovai a dormire, a scivolare in un lungo buco nero. Sembrava un pozzo senza fondo. Non c'era niente dove aggrapparmi, nessuno poteva sentire le mie grida. Sapevo che una volta raggiunto il fondo, non sarei stata più ritrovata. Mi svegliai durante questo incubo prodotto dal dolore per realizzare che ero salva e non perduta. Gridai a Dio di salvarmi. Sentivo come se avessi letteralmente caduta sul fondo. Ma poi il dolce Spirito Santo venne su di me: "Quando colpisci il fondo, stai sulla Roccia, perché la Roccia è Gesù". Gloria a Dio! Sì, cara sorella, se il luogo che Lui ha preparato per te è duro, ricorda solo che ti ha anche preparata per quel luogo. È stato lì prima di te. Egli è stato con te e continua ad essere con te. Grazie Signore che hai promesso di non lasciarci mai né dimenticarti di noi. Dovunque vado, Tu vi sei già stato e hai controllato tutto per me. Grazie Dio per il tuo amore onnipotente.
L'invito ____________ di Leola Sellers Deuteronomio 4:29 Questa Scrittura è scritta per noi personalmente da Dio. Egli più di ogni altra cosa desidera trascorrere del tempo con noi. Dio vuole portarci in un altro reame, in un'altra dimensione della sua gloria. Come donne di Dio dobbiamo comprendere che siamo nell'anno della presenza del Signore e Lui sta desiderando di avere una relazione più profonda con noi. Nel tempo in cui viviamo, un'intima relazione con Cristo è tutto ciò che ci aiuterà a potercela fare. Lui è l'unico in cui possiamo avere fiducia in tempi come questi. Per avere una relazione intima con Cristo, dobbiamo trascorrere del tempo con lui. Dobbiamo abbracciare del tempo di devozione nella nostra vita e scegliere di stare in silenzio alla presenza del Maestro come parte della nostra vita. Dobbiamo isolarci e cercare la faccia di Dio. Ma per fare questo, dobbiamo mettere da parte il lavoro di casa, lo shopping, i programmi vari, ecc. Non è strano che ogni volta che volete stare con Dio il telefono squilla, qualcuno bussa alla porta, il bambino piange. È come se qualcosa ha sempre bisogno della nostra attenzione immediata, quando vogliamo trascorrere del tempo col Signore. Il Signore desidera parlarci di nuovo. È suo desiderio mostrarci sogni e visioni di nuovo e parole di sapienza e conoscenza. Noi presentiamo ogni tipo di scusa dicendo che siamo troppo affaccendate per trascorrere del tempo con Lui. Dio ci cerca costantemente affinché gridiamo per la salvezza delle nostre famiglie, comunità e per il mondo. Noi dobbiamo insistere fino a che Egli risponde. Egli vuole che preghiamo fino a che la persona per cui preghiamo non cambi. Dobbiamo essere perseveranti nella preghiera fino a che Dio non si muove. Dio ci sta chiamando a uscire dalla folla. Ci sta chiamando a un luogo più profondo e quando giungiamo lì, non ci sarà bisogno di alcuno che ci dica che è Lui, perché lo sapremo. Dobbiamo stabilire un tempo regolare per incontrarci con Dio. Questo tempo è diverso per ciascuna di noi. Non c'è un tempo buono e uno sbagliato. Ci sono cose che si possono fare solo quando incontriamo Dio nella nostra devozione. È in questi momenti che afferriamo tanti degli aspetti di sfida della nostra vita. Dobbiamo ricordarci che la grazia, che ha operato per noi ieri, non funziona oggi. Abbiamo bisogno di un fresco tocco di Dio ogni giorno. Volete unirvi a me nel ritrovare la nostra stanzetta di preghiera
La potenza dello Spirito Santo __ di Wanda Maggard "Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra" (Atti 1:8). La parola chiave qui è potenza. Come quel primo gruppo di credenti si riuniva in Gerusalemme durante la festa di pentecoste, sembra che quella potenza era la cosa più lontana dalla loro assemblea. Avevano perso il loro leader. Tutte le loro speranze future era state collegate al suo Regno che credeva che sarebbe stato sulla terra. Ma prima che Gesù salisse in cielo, aveva lasciato un mandato per questi seguaci deboli e inesperti. Luca 24:49 dice: "Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall'alto". Perciò. Che cos'è la potenza? Che significato ha per noi oggi? Lo Zaccaria del Vecchio Testamento comprese di aver bisogno di quella potenza. Ci ricorda che "Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il SIGNORE degli eserciti (Zaccaria 4:6). Perciò la potenza della Pentecoste è la potenza dello Spirito Santo che opera in noi e attraverso noi per compiere la volontà e gli scopi di Dio. Ma a cosa assomiglia questo? Qual è l'effetto di questa potenza? Prima di tutto provvede … 1. Potenza per raggiungere il nostro scopo Molti hanno perso il loro scopo … la loro visione, e la Parola di Dio ciò dice che senza una visione il popolo perisce. Dobbiamo ricuperare il nostro scopo per mezzo della potenza dello spirito. Siamo state CHIAMATE, DELEGATE, CONSACRATE! Geremia 1:5 "Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, io ti ho consacrato". Potresti dire: "Io? Chiamata? Delegata? Mi sento incapace, insicura e dubbiosa. In che nodo Dio può avere uno scopo per me?" Ecco, ce l'ha e ha provveduto la potenza per te per compiere la sua volontà. 2Cor 4:7 ci ricorda: "Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi". Non è di te, ma è della potenza che è residente in te per lo Spirito Santo. Quando ci affidiamo alla potenza dello Spirito Santo, essa è più grande … Dei nostri pensieri che dicono: "Non posso". Delle nostre emozioni che gridano: "Non mi sento proprio così". Della nostra volontà che richiede: "Non lo voglio". Quando Mordecai disse all'inizio ad Ester del piano di Haman contro i Giudei e la esortò ad andare dal re per intercedere a favore del suo popolo (Ester 4:8), lei ebbe paura. Sapeva che se il re non la convocava, poteva morire. Mordecai rispose ad Ester: "Chi sa se non sei diventata regina appunto per un tempo come questo?". Ascoltando le sue parole, percepisco che una potenza scese su di lei e le diede il coraggio di stare senza timore davanti al re. "e se io debbo perire, che io perisca!" (Ester 4:16) rispose. Di sicuro il suo primo pensiero fu terribile -non posso certo andarci-. Le emozioni la sopraffecero -ho paura di andare-, ma infine, per la potenza di Dio, manifestata in una determinata VOLONTA', lei si presentò al re e vinse alla fine una vittoria per il popolo di Dio. Dobbiamo raggiungere il nostro scopo per la potenza dello Spirito Santo. 2. Potenza per pregare L'associazione di Billy Graham considera la preghiera la pietra angolare del loro ministero. Si narra che quando Billy Graham andava in una città per una campagna evangelistica, il suo gruppo di preghiera lo precedeva. In una stanza d'albergo pregavano ininterrottamente. Non partecipavano alla crociata, ma continuavano a pregare. Quando chiese a Billy Graham dei molti che si convertivano a Dio, egli indicava il gruppo di preghiera. Non predicava se essi non pregavano. Tutti sappiamo cosa significa pregare fino alla fine Ciò accade quando permettiamo allo Spirito Santo di equipaggiarci per pregare. Egli mette potenza nelle nostre preghiere. La Scrittura ci dice che "Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio" (Romani 8:26,27). Abbiamo bisogno dell'aiuto dello Spirito Santo nella preghiera perché non sappiamo come pregare. Non possiamo prevedere il futuro. Dio conosce il passato, il presente e il futuro. La nostra conoscenza del passato e del presente è limitata e non sappiamo nulla del futuro. Dio sa tutto. Abbiamo anche bisogno dello Spirito nella preghiera perché non sappiamo cosa sia meglio per noi. Pensiamo di saperlo, ma in realtà solo Dio lo sa. Lo Spirito Santo intercede per il nostro caso con sospiri troppo profondi per le parole. Lo Spirito Santo intercede per il nostro caso davanti a Dio e lo fa sempre in un modo che è in armonia con la volontà di Dio. Siamo ammonite da Giuda 1:20 "Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo". Questa significa pregare sotto la guida dello Spirito Santo. William Barclay scrisse: "Noi non preghiamo in un modo corretto fino a che non abbiamo prima aperto noi stessi allo Spirito Santo, perché solo sotto la sua guida possiamo noi sapere per cosa pregare. Quando impariamo a pregare nello Spirito, allora veramente pregheremo: 'Sia fatta la tua volontà' e non 'Che la tua volontà sia cambiata'. Chiederemo veramente a Dio cosa lui desidera che facciamo e non dire a Dio ciò che noi desideriamo che lui faccia". 3. Potenza per proclamare 2Timoteo 1:7 "Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo". Pietro rinnegò Gesù prima del riempimento con lo Spirito Santo. Senza essere riempiti e traboccanti con lo Spirito Santo, noi siamo come Pietro : impaurite, senza coraggio, con la paura di essere rigettate, di essere ferite. Comunque Atti 2:14 rivela un cambiamento in Pietro. Una volta spaventato ora guardate: "Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così: "Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e ascoltate attentamente le mie parole. Questi non sono ubriachi, come voi supponete, …; ma questo è quanto fu annunziato per mezzo del profeta Gioele". Continuò a predicare un messaggio evangelico che portò alla conversione di tremila persone. 4. Potenza per perseverare Ci saranno giorni quando penserete di non farcela ad andare avanti. Sembrerà che le vostre speranze e i vostri sogni non si materializzeranno mai. Potreste guardare al vostro giardino e chiedervi cosa è successo. Sembra che i vostri sogni sono morti, non c'è segno di vita. Dove sono le promesse di Dio? Cosa sto combinando in ogni modo? Ricordate che quando un seme viene piantato, deve prima morire ma quello steso spirito di resurrezione che resuscitò Gesù dalla tomba farà sì che i vostri sogni vivranno. Paolo disse in 1Corinzi 3:6 "Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere". Perciò andate avanti! Quella potenza che risiede in voi vi darà potenza per continuare e per compiere quello per cui Dio vi ha chiamato a fare. 5. Potenza per produrre È lo spirito che si risveglia. 2Corinzi 3:6 "Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica". Giovanni 15:4,5 "Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla". La vite è nella vite. Il segreto è stare nella vite. Il frutto è un prodotto naturale della vite. La nostra sfida è stare nella vite. Scegliere quotidianamente di essere un vaso che Dio può usare. Pregare quotidianamente che la volontà di Dio apra opportunità di ministero (casa, lavoro, ecc.). Pregare quotidianamente di essere sensibili allo Spirito Santo così da non permettere a quelle opportunità di ministero di passarci accanto non viste perché siamo così occupati nella vita. Qualcuno direbbe che questo parlare dello Spirito Santo e del battesimo connesso non è più realmente rilevante oggi. Potrebbero dibattere che questo fuoco che scese il giorno di Pentecoste fu per allora e non è più necessario oggi. Ma propongo a voi oggi che senza la potenza dello Spirito Santo non possiamo compiere nulla… È lo spirito che convince i cuori. È lo spirito che porta la vita… È la potenza dello spirito che ci dà potenza per il servizio. E questo mi porta alla Potenza finale … La potenza per vivere ancora. Romani 8:11 "Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi". Quale POTENZA.
Il riposo in Gesù _________ di Sharon McCray "Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco" (Marco 6:31) Perché Gesù avrebbe invitato i suoi discepoli in un luogo solitario per riposarsi? Voleva portarli con la barca al deserto di Betseida perché scelse di essere là solo con loro. Era no stati sotto pressione senza aver tempo di raggrupparsi o di organizzarsi. C'erano state troppe persone che venivano e andavano e non avevano avuto neppure il tempo per mangiare. Non assomiglia al mondo in cui viviamo oggi? Se qualcuno mi chiedesse di andare in un luogo deserto per riposare, potrei suggerire un Hotel in un'area riservata. Comunque, il ministero e il cammino terreno di Gesù non erano in un'area riservata di piacevole riposo, ma nel deserto. Egli conosceva la fatica dei discepoli perché era con loro. Invece di guidarli in un viaggio stancante a piedi, decise di portarli via costa per rendere il viaggio più semplice. E come la Scrittura rivela, il loro unico tempo di respiro fu quando si trovarono solo con lui sulla barca. Egli diede loro l'opportunità di aprire il loro cuore e di parlare dei loro successi o disappunti. Lui già sapeva che la folla li stava aspettando ancora quando avrebbero raggiunto il luogo deserto, e la barca offriva un'opportunità di riposo. Come i discepoli, i nostri corpi si stancano e le nostre menti si affaticano. Quando la nostra auto sta per finire la benzina è tempo di fermarsi e fare il pieno, ma non trattiamo spesso noi stesse con lo stesso rispetto. Ci rendiamo conto che stiamo correndo col serbatoio vuoto, eppure non approfittiamo del tempo intimo con Dio. Proprio come Gesù dispose un tempo di riposo per i discepoli, Dio vuole alleggerire i nostri pesi del ministero quotidiano dandoci riposo. Il nostro Salvatore desidera portarci da parte, lontane dal correre quotidiano salendo sulla sua barca perché lui giù sa cosa ci aspetta dietro l'angolo. Il nostro Signore è così meraviglioso che fa dei piani per renderci il cammino più facile, proprio come fece coi discepoli, mostrandoci un modo per avere un tempo speciale con lui. Se ciò richiede il lasciare il sentiero battuto, Egli lo farà. Lì in un meraviglioso luogo di riposo, possiamo avere tempo per ascoltare il dolce ritmo delle onde e il conforto dell'acqua, anche nei luoghi caldi e aridi della nostra vita. Come moglie di un giovane pastore, mentre mi trovavo nel mio primo incontro per donne nel ministero, udii l'oratrice cominciare a leggere il testo di Matteo 11:28-30 che dice: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero". Mentre la scrittura veniva letta, potevo sentire le lacrime scivolare sul viso perché sapevo di aver bisogno del suo riposo e del suo giogo leggero. Era chiaro per me che avevo bisogno che lui alleggerisse il peso che portavo con la sua preziosa mano d'amore. Avevo bisogno di prendere per un momento un soffio di vita dal pastore gentile. Egli mi voleva mostrare un modo di vivere una vita di forze ed energie rinnovate aiutandomi a comprendere a cosa somiglia avere un cammino più efficace con lui. Non è meraviglioso che il Signore della nostra vita conosce i bisogni del nostro cuore?
Un parlare positivo _________ di Blenda Wicker La sofferenza del cuore abbatte l'uomo, ma la parola buona lo rallegra (Proverbi 12:25). Questa mattina quando siamo usciti all'aperto, si poteva sentire la presenza dei colori invernali. Faceva freddo. Mi sono ricordata di come temevo questa stagione. Vi chiederete perché? Anch'io ci ho pensato e sono giunta alla conclusione che fu una frase che ascoltavo spesso dalla nonna. Lei diceva: "L'autunno viene e lo temo tanto perché porterà l'inverno. Non so se supererò un altro inverno". Quello mi spaventava a causa del pensiero che potesse morire. Per alcune ragioni questa frase scavò la sua via nella mia mente. Le parole dette sono potenti. Esse hanno veramente un tremendo effetto per chi sono dette. È triste quando le parole dette sono negative e causano un effetto negativo. È ancora più triste quando permettiamo a queste parole di continuare a portare pensieri negativi per molto tempo. Se scegliamo di non cambiare, quei pensieri ci deruberanno di molto. Nel mio caso avrebbero continuato a derubarmi della bellezza della stagione autunnale e dei suoi colori. Come ho desiderato che mia nonna avesse detto parole positive. Mi sarebbe piaciuto che avesse atteso un'altra primavera invece di temere un nuovo inverno. So che se le sue parole fossero state positive, esse mi avrebbero influenzato in un modo migliore. Comunque, lei non parlava in modo positivo perciò ho dovuto cambiare il mio modo di pensare e vedere la bellezza invece della paura. Tuttavia ho imparato la lezione da questo. Cerco realmente di parlare in positivo del passato, del presente e del futuro così che i miei figli e nipoti ricorderanno il passato, apprezzeranno il presente e guarderanno al futuro con dei buoni pensieri. Dio parlò e il mondo fu creato. Dato che siamo fatti alla sua immagine, non è diverso per noi. Anche noi creiamo con le nostre parole. Parlare parole positive ci farà sentire meglio. Per mezzo delle parole positive noi possiamo consolare, incoraggiare, sostenere, rialzare le altre. Il potere del parlare positivo è più di un modo per portare a noi stesse il bene, ed esso lo porta anche alle altre. Quando dette, le parole positive ci aiutano a smettere di essere negative, ciniche e critiche mentre diventiamo più felici, più contente e apprezziamo le altre di più. Provate. Funziona.
Perché abbiamo bisogno delle chiavi? (del Dott. Su Vining) "Io ti darò le chiavi del regno dei cieli …" (Matteo 16:19) Di tutte le cose che faccio nella fretta, perdere le chiavi è una delle più frustranti. Non posso dirvi tutte le volte che ho scavato in un borsellino o ritardato una partenza perché mancavano le chiavi. Le chiavi sono importanti. Quando Cristo ci promise le chiavi del Regno, fu un dono importante. Pensate a tutti gli scopi utili delle chiavi. "Esse possono connetterci ad una fonte di potenza. Possono mettere in moto un'auto, un motore, una porta automatica e altro. Se siete come me, avete bisogno di una infusione sostanziale della potenza divina. "Esse aprono cose. La porta di casa vostra, la cassetta della posta o la cassaforte possono tutte essere aperte con una chiave. A tutte noi piacerebbe aprire il tesoro del Regno. "Esse possono chiudere cose. A volte non è una questione di entrare dentro ma di tenere il male fuori. Potete chiudere un diario, la valigia, ecc. La seconda parte del nostro testo biblico in Matteo ci ricorda che possiamo anche legare cose in terra e in cielo. "La parola chiave denota importanza come persona chiave, evento chiave, termine chiave. Le chiavi del Regno sono di estrema importanza nella mente di Cristo. "Esse concedono onore. Alle persone vengono date le chiavi di una città, di fraternità. Cristo ha insegnato che eravamo degni delle chiavi. "Esse mostrano padronanza o autorità. Il direttore di banca può essere il solo ad avere l'autorità di aprire la cassaforte. In genere, noi possediamo ciò di cui abbiamo le chiavi. Queste chiavi del regno sono utili e necessarie per il nostro cammino cristiano. Ci connettono alla fonte perenne di potenza che ci rende capaci di legare e di sciogliere. Ci danno l'onore di essere chiamati figli e figlie dell'Altissimo con autorità sul nemico. È drammatico per me perdere le chiavi dell'auto, ma nessuna di noi deve osare perdere le chiavi del Regno.
Lodando con ringraziamento _____ di Brenda Hess Che cos'è che separa i credenti dai cristiani mediocri e dai cristiani che sono veramente entusiasti della loro fede? Una cosa molto semplice: l'abitudine di lodare Dio ogni giorno. Il salmista ha detto: "Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome" (Salmo 100:4). C'è qualcosa di veramente speciale quando entriamo alla presenza di Dio con un cuore di lode e ringraziamento. Non per chiedere qualcosa. Non cercando qualcosa. Non con altro motivo se non quello della lode. Dio desidera e merita la nostra lode. Ma, più importante, noi abbiamo bisogno dell'esperienza di lodarlo. La preghiera del Signore comincia e finisce con la lode. Quando diamo lode a Dio, questo ci aiuta a comprendere quanto meraviglioso Egli è! Noi dobbiamo lodarlo per la sua potenza; per il suo donare; per il suo amore; e ringraziarlo per tutto quello che ha fatto nel passato e per quanto sta facendo per noi al presente. Quando ci svegliamo la mattina, dobbiamo lodare Dio per un altro giorno. Quando le cose sono difficili nella vita, dobbiamo offrire la lode per un riparo dalla tempesta. Quando le cose sono vanno di fretta e sono stressanti, dobbiamo offrire lode a Dio per il nostro lavoro e il nostro ministero. Quando accadono buone cose, dobbiamo fermarci e lodare Dio per la sua benignità verso di noi. Ogni giorno della nostra vita dovremmo lodare Dio per la nostra famiglia e amici. Possiamo lodare Dio mentre guidiamo nel traffico, alla nostra scrivania o mentre facciamo i servizi di casa. Ciascuna di noi ha tanto per cui essere grata e lodare Dio. Lutero una volta ha detto: "Non possiamo dare nulla a Dio perché tutto è già suo e tutto ciò che abbiamo viene da lui. Possiamo solo dargli la lode, il ringraziamento e l'onore". Eppure, quante volte ci troviamo a mormorare verso il Padre? Quanto spesso reagiamo verso le benedizioni di Dio come Israele reagì verso Dio nel deserto, con mormorio e lamenti. Quanto abbiamo bisogno di ricordarci di tutto ciò che Dio ha fatto per noi in Cristo! Dobbiamo porci le seguenti domande: "Vogliamo sentire di avere la piena attenzione di Dio quando stiamo pregando? Vogliamo dire a Dio quanto lo apprezziamo per le cose che ci ha fatto? Abbiamo difficoltà ad udire la voce di Dio? Rispondere a queste domande, e comprendere la potenza della preghiera, richiede che cominciamo la nostra comunione fraterna con Dio con la lode. Dio vive tra le lodi del suo popolo. Se vogliamo che dimori nella nostra mente, dobbiamo costantemente lodarlo nella nostra mente. Ditegli quanto meraviglioso egli è. Quanto grande. Cantate a lui. Questa è la lode. Se non lo hai lodato abbastanza, fallo, ti piacerà.
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Far da mentore per cambiare le generazioni (di Jamie Massey) In che modo considerate il far da mentore? È un’opportunità di investire nella vita di altre? O è un’altra richiesta che prenderà del vostro tempo? È un premio o un dovere religioso? Se la vostra prospettiva è alterata da immagini di altre donne che vi svuotavano delle energie, allora esiterete quando sarete chiamate a essere mentore. Ma l’essere mentore può rivitalizzare, ispirare speranza e cambiare generazioni se siamo disposte ad affrontare la sfida. C’è una corrente rinfrescante che trasporta il mentore e il discepolo in acque più profonde mentre viaggiano assieme verso il mare aperto della relazione. Esaminando la vita di Naomi e Rut, noi vediamo in che modo l’essere mentore non solo riportò indietro la speranza per una donna scoraggiata, ma ristabilì la vita per il suo spirito abbattuto e cambiò le generazioni che dovevano venire. Naomi credeva che i suoi giorni da mentore fossero ormai passati. Aveva perso suo marito e i suoi figli. Era abbattuta e amareggiata. La vita come la conosceva era terminata e lo scopo della sua vita era svanito. Ma nel primo capitolo del libro di Rut, sua nuora insiste nel seguirla fino a Betlemme. Naomi resiste. Immaginare un futuro dove avesse qualcosa da offrire era oltre il suo scopo. Non aveva più nulla da dare, o almeno così credeva. Così la storia continua. Riuscite ad ascoltarle? “Non ho più nulla da dare. I giorni del mio far da mentore sono passati. Lascia che sia qualcun’altra a farlo … non mi è rimasto niente da insegnare”. Questo modo di pensare ci porta a mancare la corrente rinfrescante della relazione e diventa stagnante. Ma notate, Rut si aggrappa a Naomi. Lei non avverte nella suocera il vuoto. Quando Rut le dice di non lasciarla e di non costringerla ad abbandonarla, la risposta di Naomi accende un nuovo inizio (Rut 1:16). Naomi e Rut entrano in Betlemme assieme. Naomi è pronta a far da mentore per i bisogni di Rut. Volontà, ecco dove si trova la sfida. Possiamo abbracciare l’idea che siamo necessarie, ma superare la soglia della volontà richiede una resa. La volontà dice: “Posso non avere tutte le risorse, ma ho la prontezza”. La volontà afferma: “Posso non conoscere tutte le risposte, ma sono a disposizione”. Naomi si arrese alla chiamata a far da mentore. La sua riluttanza si trasforma in entusiasmo e la scintilla diventa una fiamma mentre comincia a versare se stessa nella vita e nel futuro di Rut. Lei istruisce Rut su come avvicinarsi a Boaz, il parente che aveva il diritto di riscatto. “Lavati dunque, profumati, indossa il tuo mantello e scendi nell’aia” (Rut 3:3). Lei impartisce la saggezza che porta Rut a godere del favore altrui. Le insegna come discernere il tempo giusto, come aspettare con pazienza e come chiedere umilmente. Il prodotto della volontà di Naomi a versare se stessa in Rut è la redenzione. E investendo nel futuro di Rut, il suo stesso futuro viene ristabilito. È la fine della storia. Avviene un matrimonio. Nasce un bambino. Naomi è benedetta. “Egli consolerà l’anima tua” (Rut 4:15). Questo è il beneficio del far da mentore: chi dà e chi riceve mieteranno la vita. Ma, guardando più in profondità, c’è un altro beneficio. Le generazioni vengono cambiate. Naomi diventa la bisnonna del re Davide. Vi piacerebbe cambiare le generazioni?
Riscattare il tempo (di Jan Timmerman) Ciascuna di noi è soggetta alle restrizioni e ai privilegi del tempo. Imparare a usare il nostro tempo saggiamente è una conoscenza che non possiamo permetterci di ignorare. Molto più di prima le persone regolano la loro vita sull'orologio. Mangiamo, dormiamo, lavoriamo e giochiamo con un occhio, per così dire, all'orologio. Naturalmente tutti capiamo che il tempo è denaro. Comunque, il tempo è una comodità che non può essere sostituita. Una volta andato, lo è per sempre. Qualcuno ha detto una volta: "La cosa più di valore che possiamo spendere è il tempo e il cattivo uso di esso è un suicidio". Il tempo è un oceano immenso che ci dà un'immagine di eternità. Siamo tutte colpevoli di non trovare tempo a sufficienza per le cose veramente importanti della vita. Noi abbiamo troppa fretta per vedere la natura, per offrire bontà, per scambiare piccole cose che hanno veramente un significato nella vita, per ascoltare i problemi dei nostri figli e per imparare i vari aspetti del nostro lavoro. Siamo troppo indaffarate, correndo senza scopo da qualche parte per pianificare i nostri obiettivi e assestare le nostre attitudini. Il grande scrittore, Anatole France, una volta ha detto: "La vita è un vestito prezioso da indossare nel modo migliore che possiamo". Quale dovrebbe essere la nostra attitudine come cristiane verso il tempo? Come cristiane dovremmo vedere il nostro tempo come un dono e uno scopo di Dio e cercare di onorare il Signore in ogni ora, sia che stiamo adorando, lavorando o godendo della creazione delle cose che Dio ha provveduto. La brevità della vita ci ricorda costantemente che noi dobbiamo servire il nostro Signore fedelmente e immediatamente. Dobbiamo toccare la vita di più persone durante la nostra vita terrena. Dobbiamo usare il nostro tempo efficacemente e non aspettare fino a quando giunge la crisi. Le priorità cambiano velocemente quando noi affrontiamo circostanze drammatiche nella nostra vita. Sì, noi possiamo pianificare per il domani ma dobbiamo essere coscienti costantemente che i nostri piani possono essere alterati in ogni momento. Proverbi 27:1 ci dice chiaramente: "Non ti vantare del domani, poiché non sai quel che un giorno possa produrre". È vitale che le giovani cristiane apprendano il valore del tempo speso al servizio del Signore ben presto nella loro vita. Ecclesiastiche 12:1 dice: "Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio!" È, infine, dobbiamo usare il nostro tempo in modo saggio nella nostra testimonianza verso gli altri. "Procedete con sapienza verso quelli di fuori riscattando il tempo" (Colossesi 4:5). Il nostro Padre celeste, creatore del tempo, ci insegna a contare i nostri giorni così che possiamo applicare la sapienza ai nostri cuori.