Tutte le persone hanno bisogno di incoraggiamento.
Lo scrittore di Ebrei dice: «Esortatevi a vicenda ogni giorno» (3:13). L’apostolo Paolo ha detto: “... cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello di altri” (Filippesi 2:4). Ecco di seguito alcuni modi per esercitare la vostra potenza con l’incoraggiamento.
Date coraggio a quelli che sono scoraggiati
La parola incoraggiare significa “ispirare con speranza o confidenza”. Nel suo libro, Meditations for Health (Meditazioni per la salute), Nancy Burke ci racconta di un tempo quando lei era veramente ammalata e doveva ricevere un intervento intravenoso settimanalmente. Questo durò quasi due anni insopportabili. «In qualche parte nel mezzo persi il mio coraggio» scrive. «È difficile dire chi collassò per primo, la mia anima o le mie vene, ma alla fine collassarono entrambe».
Un giorno come l’infermiera stava cercando una vena in buono stato nel braccio di Nancy, il dolore fu tanto che lei si strappò l’ago gettandolo via e cominciando a piangere.
Un’infermiera portò al proprio fianco una ragazzina di circa dieci anni. La bambina aveva lottato contro il cancro tutta la sua vita. La bambina sorrise a Nancy e disse: «Dovresti avere uno di questi». Così dicendo, alzò la sua maglietta mostrando il foro che le era stato fatto nell’addome per poter ricevere le sue medicine attraverso una porta di plastica permanente. «Poi mise la sua mano, piccola e soffice, sulla mia e disse: ‘‘La puoi prendere”. Ed io lo feci».
Incoraggiate
Gesù costantemente esortava le persone. Al paralitico disse: “Puoi farcela. Prendi il tuo letto e cammina” (vedete Giovanni 5). All’uomo con la mano inutile disse: “Avanti, stendila. Può funzionare ancora” (vedete Marco 3). Alla donna che andò da Gesù perché sofferente di una malattia umiliante per dodici anni, Egli disse: “Hai fatto bene a venire qui oggi. La tua fede ti farà guarire” (vedete Matteo 9). A un uomo morto che giaceva in una tomba buia, Gesù disse: “Avanti Lazzaro. C’è ancora vita lasciata in te. Vieni alla luce” (vedete Giovanni 11).
Dobbiamo essere come Gesù che costantemente esortava le persone. L’incoraggiamento è una delle responsabilità cristiane più alte. William Barclay lo dice così: «È facile ridere agli ideali degli uomini, gettare acqua fredda sul loro entusiasmo, scoraggiarli. Il mondo è pieno di chi scoraggia; noi abbiamo il dovere cristiano di incoraggiarci a vicenda. Molte volte una parola di lode o di ringraziamento o apprezzamento o di coraggio ha tenuto in piedi un uomo. Benedetto è l’uomo che pronuncia tali parole».
Siate un condotto di gentilezza
«La vita è fatta non di grandi sacrifici e doveri, ma di piccole cose, in cui sorrisi e gentilezza e piccoli obblighi vincono e preservano il cuore», osservava lo scrittore Humphrey. Siate gentili con tutti quelli che incontrate durante il giorno. Cercate di vederli come persone, individui che hanno gioie e dolori, speranze e paure, che vanno su e giù. Poi trattate tutti con consumata bontà e cortesia in parole e azioni.
Nel suo libro, Inner Peace for Busy People (La pace interiore per persone affaccendate), l’autrice Borysenko parla di come lei e la sua famiglia decisero che persone come camerieri, polizia, postini, spazzini andassero ringraziati per un lavoro che spesso viene visto come dovuto. E quando lo fecero, furono sorpresi dal ricevere loro stessi dei ringraziamenti.
Riempite la coppa di qualcun altro
Non siate ingannati dalle facce sorridenti e da disposizioni di allegria. Dietro molte di queste apparenze ci sono donne e uomini, ragazzi e ragazze che portano pesi enormi. Alcune delle persone che vi sorridono educatamente, si sentono dentro finite, bruciate, usate e pronte a rinunciare a tutto. Quando altri individui stanno correndo vuoti o a bassa quota, siate una persona che riempie la loro coppa.
Norman Vincent Peale, una volta, era a pranzo con un gruppo di persone e in mezzo a loro c’era un chirurgo. Per fare conversazione, egli chiese al dottore: «Qual è stato il suo intervento chirurgico più grande?»
L’uomo replicò che l’intervento che gli era restato memorabile coinvolgeva una bambina a cui era stato dato il dieci percento di possibilità di sopravvivenza. La ricordava pallida quando fu portata nella sala operatoria su una sedia a rotelle. A quel tempo il dottore stesso stava vivendo un momento difficile per la sua vita familiare. «Avevo permesso a me stesso di diventare un uomo infelice».
Mentre il gruppo operatorio preparava l’anestesia per la ragazzina, lei chiese al dottore se poteva dire qualcosa. «Sì cara» replicò lui. «Che cosa c’è?»
La ragazzina spiegò che ogni sera prima di addormentarsi diceva le preghiere, e le sarebbe piaciuto dire una preghiera prima dell’anestesia. Il dottore fu d’accordo nel permettere la preghiera e le chiese di includerlo nella stessa. Lui ricordava la preghiera che la bimba offrì con una voce dolce e innocente:
Gesù, caro pastore, ascoltami;
benedici questa pecorella stasera;
attraverso le tenebre stammi vicina;
conservami salva fino alla luce mattutina.
Continuando, poi, aggiunse: «E, caro Dio, per favore benedici il dottore».
Quando finì, disse: «Sono pronta ora e non ho paura, perché Gesù mi ama e sta qui con me e farà andare tutto bene».
Il dottore confessò che la sua semplice fede in Dio e in lui gli fecero salire lacrime agli occhi. Si dovette voltare e lavare il viso prima di poter cominciare l’intervento. Mentre si asciugava, offrì la sua preghiera con tutto il cuore: Caro Dio, se non mi hai mai aiutato a salvare un’altra vita umana, aiutami a farlo con questa bambina. Egli operò e il miracolo avvenne. La bambina sopravvisse. Il dottore disse: «Capii che ero io quello che era stato operato, non la ragazza. Lei mi aveva insegnato che se prendevo tutti i miei problemi e li mettevo nelle mani di Gesù, egli mi avrebbe aiutato».
La bambina è un esempio luminoso di una persona che riempie la coppa di qualcun altro.
Incoraggiamento, il prendersi cura in modo amabile e gentile degli esseri umani, non diverrà mai obsoleto perché ha la potenza di ristorare, rinnovare, far rivivere e redimere.
Victor M. Parachin