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La meditazione
«Io mi consumo tra i gemiti e non trovo riposo» (Geremia 45:3)

Non molto tempo fa mi fu chiesto di incontrare una ventina dei migliori ed emergenti leader di chiesa. Questi erano quasi tutti dei quarantenni con chiese da migliaia di membri. Il mio amico ed io eravamo i veterani da cui questi giovani potevano estrarre sapienza. Il secondo giorno della riunione, gli organizzatori chiesero a questi giovani leader qualcosa che li (e mi) colse di sorpresa.
Che cosa temete di più?
Mentre ciascuno interveniva, le lacrime cominciarono a sgorgare liberamente e diversi di loro non poterono neppure finire le loro frasi. Uno ammise di non sapere per quanto tempo il suo matrimonio avrebbe potuto sostenere la pressione, ma fu la risposta di un altro leader che catturò la mia attenzione. Disse: “Non voglio che i miei figli crescano odiando Dio per causa mia”.
Osservando la vita di molti di quei leader quarantenni, vedevo segni chiari ed emergenti di esaurimento. Quando i primi segni di esaurimento appaiono, è tempo di fare una pausa.
Una madre con i figli in fasce non puoi lasciarli e andare in vacanza alle Hawaii. Un capitano stressato di una squadra di calcio, non può decidere di starsene a casa a guardare la televisione prima di una partita strategica. Né un pastore di una chiesa che cresce può improvvisamente afferrare una buona offerta per una crociera e andare.
Come pastore anziano, la mia vita era piena di servizi settimanali. Avevo sviluppato la disciplina della gestione dell’immagine, ma dentro stavo vivendo una lenta implosione.
Ci si aspetta che i pastori guidino anche quando il desiderio o l’inclinazione a farlo è per loro una dura sfida. Sapevo che altri mi amavano, ma vivere per quelle aspettative sistematicamente mi radicavano nella fabbrica di chi dovevo essere senza via di fuga.
Come fate a guidare vuoti? Come fate a continuare quando non vi sentite più di stare lì sul pulpito?
Quando arriviamo all’esaurimento, siamo in buona compagnia.

Sfida all’O.K. Corral
Elia arrivò a questo stadio. La sua drammatica storia si svela in 1Re 18. Il profeta affrontò, sconfisse e distrusse completamente 850 sacerdoti di Baal e Astarte. Ma a questo punto la storia prende una svolta imprevista. Veramente il profeta immaginava che il re Acab e la regina Izebel lo avrebbero applaudito per aver spazzato via la religione statale di Samaria? Elia fu preso dal panico alle minacce e cercò un luogo nascosto nel deserto. Lì, esausto e solo, decise che una morte veloce sarebbe stata più preferibile al vivere il resto della sua vita come fuggitivo (1Re 19:4).

Depressione nel deserto
Anche Mosè ne soffrì. Quando stava guidando il popolo attraverso il deserto, questi cominciarono a lamentarsi, a mormorare, ecc. L’impeccabile leader, la cui epifania al Monte Oreb gli aveva dato il coraggio di affrontare il grande faraone egiziano, divenne così esasperato e scoraggiato da gridare a Dio: “Io non posso, da solo, portare tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. Se mi vuoi trattare così, uccidimi, ti prego” (Numeri 11:14-15).

Navigatori della vita
La Bibbia trabocca di tali racconti: storie crude, non abbellite, di uomini e donne che hanno già attraversato le valli che voi ed io dobbiamo ancora sperimentare. Essi hanno trovato il passaggio nel loro viaggio chiamato vita e ci comandano di seguirli. No, non ci offrono scorciatoie per superare gli ostacoli che siamo costretti ad affrontare. Questi vecchi mentori sono più simili a persone che ci mostrano i travagli che sono di fronte a noi, mostrandoci la via e le aperture, i sentieri che altrimenti non vedremmo. Essi mettono segnali sulla strada, ci avvisano dei precipizi. Essi si lasciano dietro stampelle nella roccia dove le scelte fatali hanno reclamato la vita di altri, coloro che hanno cercato di scalare le montagne nevose senza l’aiuto di guide.
Essi ci danno la giusta risposta prima che arriviamo a conclusioni sbagliate. Questi navigatori della vita ci sono stati assegnati da Dio. Essi ci guidano attraverso stagioni quando dei passi mancati possono alterare il nostro futuro e diminuire la nostra eredità.
Elia e Mosè saranno le nostre guide. Abbiamo invitato anche altri. Geremia e Davide ci assicurano di una via attraverso un terreno sconosciuto e anche spaventoso. Sanno che, quanto noi diverremo, è determinato da come negozieremo queste pendenze ingannevoli. Il nostro passaggio sicuro è garantito solo alla condizione che li seguiamo da vicino.

(estratto da Wayne Cordeiro, Leading on Empty, Bethany House)

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